Alcune notizie storiche intorno al Molino di Cento:

La "Compagnia dei Mulini di Cesena", la cui origine si perde nelle nebbie del Medioevo, possedeva mulini del tipo più semplice, a ruota orrizzontale.

Inizialmente, per necessità strategiche, una parte delle acque del fiume Savio, venivano prelevate da un canale che, nei primi tempi, aveva presa poco a monte del Ponte di San Martino, seguiva il fossato occidentale della città e andava poi a sfociare nella Cesuola, a breve distanza della Porta della Trova. Nel 1381 eseguivano già a Cesena i quattro Mulini di Palazzo, di Serravalle, di Mezzo e del Pino. Il tutto è testimoniato da una convenzione stipulata l' 11 febbraio 1381, tra il Comune di Cesena e i proprietari dei quattro Mulini, così come si ricorda negli atti del Consiglio Comunale del 5 marzo 1393. Nel 1435 il Mulino del Pino era diroccato per l'erosione delle acque del Fiume Savio e sicuramente non venne più ricostruito, poichè a partire da tale anno nei documenti della compagnia vediamo comparire soltanto i tre Mulini di Palazzo, di Serravalle e di Mezzo. Il quarto Mulino della Compagnia, dopo la scomparsa di quello del Pino fu quello di "CENTO", di cui non si conosce con precisione la data della sua prima costruzione, avvenuta a ridosso della chiusa in epoca imprecisa fra il terzo e il settimo decennio del '500, allo scopo di utilizzare la prima caduta dell' acqua sotto la diga, ma la cui attrezzatura fu quasi sempre limitata a due sole pale di macine, mentre gli altri tre mulini funzionavano a quattro pale. Agli inizi il suo nome dovette alternarsi con quelli di "Molendium Clusae" che troviamo in un documento del 18 maggio 1585. Il toponimo "CENTO" però era certamente più antico, tanto che già in un documento del 1397 troviamo un "FRANCISCUS PERUZOLI DE CENTO".

La chiusa di "CENTO" era naturalmente il cuore di tutto il sistema e ad essa la Compagnia ha dedicato nel corso della sua lunga vita le attenzioni possibili, per renderla più sicura e stabile. Nel 1593 iniziò una lunga opera di trasformazione nella diga che originariamente doveva essere in legno, per costruire un'opera più sicura e stabile in pietra.

Nel 1682 venne a Cesena l'Architetto Ragaioli, il quale si occupò tra le altre cose del "MOLINO DI CENTO", dove la situazione non era delle più tranquille. Che cosa gli avesse stabilito di fare per il "MULINO CENTO" non si sa, stà di fatto che il fiume non ne lasciò il tempo.

"Addì" 28 giugno 1684 Vigilia del Glorioso Principe degli Apostoli San Pietro, venne così un'orrenda fiumana nel Savio, che allagò molte campagne per lungo tratto di Paese per far cadere il "MOLINO DI CENTO" ed altri Mulini... e questo successe il sopradetto giorno ad hore 22..." (Domenico A. "La Compagnia dei Mulini di Cesena").

Oltre alla distruzione del Mulino la fiumana aveva anche provocato la caduta del muraglione del mulino stesso, sosteneva la riva del canale, che da quel punto e per un lungo tratto quasi rettilineo corre a ridosso del fiume. Nell'ultimo decennio del XIX sec. la Compagnia dei Mulini di Cesena decide di impiantare un mulino ad alta macinazione nell'edificio del Mulino di mezzo detta anche la Gualchiera e di produrre energia elettrica. Dovevano passare diversi anni fino a che nel 1916 si progetta e si inizia la Centrale Elettrica di Cento, per la quale si iniziano già ad acquistare i macchinari. Nel 1918 messe in disuso negli ancora funzionanti Mulini di CENTO e di Serravalle, le vecchie turbine a pale completamente in legno con asse verticale, già in parte sostituite dalle più moderne turbine metalliche ad asse orrizontale. L'asse delle vecchie turbine era di quercia, mentre le pale a forma di grandi cucchiai erano di legno d'olmo scavate da un solo pezzo e fissate dall'albero col loro gambo, e con cunei pure in legno. Nel 1919 la Compagnia prende la decisione di abbandonare la vecchia ragione sociale, per assumere la nuova di "SOCIETA' ELETTRICA ROMAGNOLA GIA' COMPAGNIA DEI MOLINI A GRANO DI CESENA" e la sede sociale viene trasferita a Bologna. Come immediata conseguenza nel 1920 cessa di funzionare il Mulino ad acqua di CENTO, il quale ancora oggi resta a testimoniare il grandioso passato della compagine economico e sociale costituita dalla "COMPAGNIA DEI MULINI DI CESENA".

DAL 15 FEBBRAIO 1992 il GLORIOSO MOLINO DI CENTO E' STATO TRASFORMATO DA TRE GIOVANI IMPRENDITORI, BICIO,GINA E MAX, NELL' "OSTERIA DEGLI USIGNOLI", NEL 1997 SI SONO AGGIUNTE FRANCESCA E ROMINA E NEL 2004 AL POSTO DI FRANCESCA SI SONO AGGIUNTI RICCARDO E GLAUCO.